SOS whistleblower: Consigli quando si effettua una segnalazione

Segnalare irregolarità o atti illeciti all’interno dell’azienda non è semplice. In questo articolo, scoprite come denunciare in modo efficace e come proteggervi durante l’intero processo.

Laura Santeusanio

In sintesi

Avete visto qualcuno all’interno dell’azienda che infrange la legge o va contro gli standard etici? Anche denunciare irregolarità è un gesto onorevole da compiere, rappresenta una decisione difficile, in quanto potrebbe portare a ritorsioni significative sul posto di lavoro. In questo articolo spieghiamo cosa considerare prima di divulgare informazioni e a chi rivolgervi se avete bisogno di supporto.

Illustration man

Perché i whistleblower segnalano?

Molti segnalanti sono motivati dal voler fare la cosa giusta, vengono a conoscenza di illeciti o abusi che si verificano nella loro organizzazione e sentono il dovere di sistemare le cose.

Il fenomeno del whistleblowing è diventato sempre più popolare negli ultimi anni a seguito di scandali come LuxLeaks, Panama Papers e Cambridge Analytica, che hanno tutti portato a un maggiore riconoscimento del valore fornito dai whistleblower. Scandali come questi hanno anche incentivato la creazione di legislazioni specifiche volte a tutelare i segnalanti da eventuali ritorsioni, come la Direttiva UE (2019/1937) che gli Stati membri stanno recependo in questi mesi.

A volte, sono disponibili ricompense finanziarie per i whistleblower, come accade negli Stati Uniti, dove i segnalanti potrebbero avere diritto a ricevere un bonus dal governo in seguito alla divulgazione di informazioni relative a frode e cattiva condotta finanziaria. 

 

Quali tipologie di violazioni segnalano i whistleblower?

Le segnalazioni si concentrano su comportamenti vietati da una legge specifica come un reato penale, una discriminazione o una prova di insabbiamento.

La legislazione del singolo Paese determina se e in quali circostanze un segnalante riceve protezione. Ad esempio, in Italia e negli altri Paesi dell’UE la Direttiva 2019/1937, il cui termine ultimo di recepimento era fissato per dicembre 2021, prevede la protezione dei whistleblower che denunciano violazioni del diritto dell’UE come ad esempio frode fiscale, riciclaggio di denaro o reati relativi agli appalti pubblici, sicurezza dei prodotti e dei trasporti, mancata protezione dell’ambiente, salute e protezione dei consumatori e dei dati (sebbene la direttiva incoraggi i suoi Stati membri ad ampliare questo aspetto per includere anche le violazioni del diritto interno).

Nel Regno Unito, i whistleblower vengono tutelati se denunciano possibili reati penali, mancato rispetto di un obbligo legale, errori giudiziari, minacce alla salute e alla sicurezza delle persone, danni all’ambiente o qualsiasi tentativo deliberato di insabbiare uno dei precedenti.

Bisogna ricordare, inoltre, che il whistleblowing è diverso dal sollevare un reclamo sul posto di lavoro. Un reclamo è una questione di interesse personale e non ha alcun impatto sul pubblico in generale. Tuttavia, alcune aziende consentono ai dipendenti di segnalare i reclami sul posto di lavoro attraverso i canali di segnalazione che hanno implementato al loro interno.

 

I whistleblower possono esporsi pubblicamente ed essere comunque tutelati?

Generalmente i legislatori preferiscono che i whistleblower segnalino le irregolarità e gli atti illeciti internamente oppure a un’organizzazione prescritta. La Direttiva UE, ad esempio, stabilisce che i segnalanti possono scegliere di segnalare prima internamente all’azienda o direttamente all’autorità di vigilanza competente. Se non viene fatto nulla in risposta a tale segnalazione, o se il segnalante ha motivo di ritenere che vi sia un interesse pubblico, può anche rivolgersi direttamente ai media. In ogni caso, i whistleblower sono tutelati dalla legge.

Cosa dovete considerare prima di effettuare una segnalazione?

Ecco quali sono i passi che dovete intraprendere per assicurarvi di effettuare una segnalazione nel modo corretto e di essere sempre protetti:

1. Conoscere la legge per scoprire le tutele previste 

Dal momento che le leggi sul whistleblowing sono diverse in ogni Paese, è importante conoscere la legislazione del Paese in cui si opera per capire come denunciare nel modo corretto – cosa potete segnalare, come, a chi ed entro quando – e in quali circostanze siete tutelati. Sebbene gli Stati membri dell’UE siano obbligati a recepire la Direttiva UE nella propria legislazione nazionale entro dicembre 2021, ciò garantisce solo uno standard minimo. Le singole leggi emanate dagli Stati membri differiranno. Poiché ha recentemente lasciato l’Unione Europea, il Regno Unito mantiene la propria legislazione nazionale in materia di whistleblowing.

2. Verificare le policy aziendali e i canali di segnalazione interni

Come passaggio successivo, controllate se la vostra azienda prevede già una propria policy di whistleblowing e un canale di segnalazione interno. A meno che non abbiate motivo di credere diversamente, questi sono quasi sicuramente il miglior punto di partenza. La whistleblowing policy di un’azienda dovrebbe fornire indicazioni chiare sul processo interno di denuncia delle irregolarità, sulle modalità di segnalazione, sulle tipologie di segnalazioni accettate e sulle tutele o le restrizioni legali previste.

3. Considerare l’anonimato

In molte giurisdizioni, le aziende hanno il dovere di mantenere riservata l’identità dei propri segnalanti. Tuttavia, in molti casi, i whistleblower possono scegliere di rimanere anonimi, anche nei confronti della persona responsabile della gestione del loro caso. Alcune aziende dispongono di sistemi digitali di whistleblowing che crittografano i messaggi che si scambiano il segnalante e il case manager, consentendo al segnalante di rimanere anonimo, ma allo stesso tempo di ricevere un follow-up dall’azienda.

4. Limitarsi a inviare la segnalazione

È compito di un whistleblower segnalare, non indagare quanto successo. È importante non fare accuse infondate che possono, portare all’altra parte affermando che siete inaffidabili, se la vostra segnalazione passa alla fase investigativa o giudiziaria e non viene accolta. Inoltre, qualsiasi indagine condotta da un whistleblower potrebbe essere scoperta dai sospetti e pregiudicare qualsiasi successiva indagine interna. 

5. Cercare aiuto esterno

Ci sono molte ragioni per cui è vantaggioso sia per il segnalante che per l’azienda mantenere le questioni all’interno. Tuttavia, se la vostra azienda non intraprende alcuna azione o se sospettate un insabbiamento, è giusto cercare supporto esternamente. Nel caso di ritorsioni una volta che avete segnalato internamente, potete prendere in considerazione la possibilità di richiedere una consulenza legale indipendente o contattare un’organizzazione di supporto che può aiutarvi. Dovete però essere consapevoli del fatto che questa strada è lunga: resistenza e una rete di supporto sono un must e potreste dover fare appello a risorse finanziarie aggiuntive lungo il percorso. 

A chi rivolgersi se avete bisogno di supporto?

Avete intenzione di effettuare una segnalazione e avete domande sulle leggi in materia di whistleblowing nel vostro Paese? Avete denunciato delle irregolarità interne e state affrontando trattamenti ingiusti e ritorsioni sul posto di lavoro? 

Ecco un elenco di organizzazioni che possono supportarvi.

Ne abbiamo dimenticata qualcuna? Inviateci un’e-mail a italy@eqs.com.

Europa

America del Nord e America centrale

Sud America

Continent-wide

Poder

 

Africa

Asia

Australasia

Organizzazioni internazionali

Whistleblowing Report

Studio completo sul whistleblowing nelle aziende europee

Condividi questo articolo con:

Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su facebook
Laura Santeusanio

Laura Santeusanio

Managing Director | EQS Group Italia
Laura Santeusanio ricopre il ruolo di Managing Director presso la filiale italiana di EQS Group Italia, dove presiede lo sviluppo del business, il consolidamento e l’espansione della base clienti, così come la creazione di partnership commerciali. Entrata in EQS nel 2017, Laura ha strutturato e guidato il reparto Risorse Umane nel quartier generale di Monaco di Baviera supportando l’azienda nella delicata fase di crescita internazionale. Precedentemente, ha trascorso oltre 13 anni nel mondo della consulenza a Milano, affiancando le aziende nello sviluppo dello Human Capital e del Change Management.