Recepimento Direttiva UE 2019/1937 - La nuova legge italiana sul whistleblowing

A quasi un anno dal termine fissato dall’Unione Europea per recepire la Direttiva UE sul Whistleblowing (17 dicembre 2021), l’Italia è pronta ad attuare la normativa che tutela i whistleblower nel proprio ordinamento. Le aziende italiane pubbliche e private con più di 250 dipendenti sono chiamate ora a dotarsi di sistemi di segnalazioni in linea con i requisiti previsti dalla nuova normativa e rivedere i propri processi interni.

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L’arrivo della Direttiva sul Whistleblowing in Italia

Le misure a tutela dei segnalanti sono in vigore in Italia da anni (modello 231), ma sono presenti delle carenze che sono destinate ad essere affrontate dalla Direttiva UE sul Whistleblowing. L’Italia non ha rispettato il termine di attuazione e il processo di recepimento si è dimostrato tutt’altro che trasparente con le richieste di un’attuazione urgente sempre più forti.

Requisiti e obblighi previsti

L’atto, emanato dagli organismi comunitari nel 2019 e il cui termine di recepimento era scaduto il 17 dicembre dell’anno scorso, introduce importanti novità nel regime di tutela garantito a tutti coloro i quali segnalano un presunto illecito avvenuto all’interno di un’organizzazione (chiamati con il termine inglese “whistleblower”).

Lo schema di decreto legislativo, il cui testo è stato pubblicato lunedì 12 dicembre, prevede tra le diverse misure:

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